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Fotografie planetarie
La fotografia planetaria è senz'altro quella più difficile,
a causa di una moltitudine di fattori che, tutti assieme, determinano la riuscita o meno delle immagini.
E' il seeing il parametro fondamentale, ma purtroppo è anche l'unico
che non possiamo personalmente controllare. Da parte del fotografo, dunque, rimangono la strumentazione ottica
e meccanica, e - soprattutto - l'esperienza.
Nelle oltre mille (sì, mille!) diapositive realizzate da GianMario Chiarelli,
era difficile la scelta; alla fine abbiamo cercato quelle più rappresentative per sottolineare come si possano
effettivamente raggiungere i limiti degli strumenti, pur quando questi siano decisamente dei buoni telescopi. In
particolare lo strumento utilizzato per queste foto è rifrattore apocromatico Meade da 152 mm di apertura,
f/9 (1.37 m di focale), montato su una Vixen Super Polaris DX, motorizzata con i motori di serie. Come accessori
opzionali, è stato incluso un fuocheggiatore elettrico perchè, come è noto a molti, in questi
casi la messa a fuoco è decisamente ostica. Infine la fotocamera era una Nikon FM2 New con vetrino di messa
a fuoco completamente trasparente. E' possibile visionare una scheda tecnica dello strumento.
(Le diapositive risalgono al settembre 1997, riprese da Torino).
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Giove,
4 secondi di posa su Kodak Panther 100 esposta a 200 ISO, proiezione da oculare Meade Super Plossl da 9.7 mm (15,5
m di focale equivalente). Seing I - II. Si notino (oltre quanto evidenziato in foto) il disco di Callisto in alto
e l'ombra di Io più in basso.
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Giove,
5 secondi su Kodak Panther 100 esposta a 200 ISO, proiezione da oculare Masujama Super Plossl 7.5 mm (16,87 m di
f.eq.). Seing I - II. Si vedono la GMR (in basso) e poco più in alto a destra il disco di Callisto.
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Saturno,
5 secondi su Kodak Panther 400 esposta a 800 ISO, proiezione da Meade Super Plossl 9.7 mm (15,6 m di f.eq). Seeing
I - II. Sulle anse dell'anello si nota la differenza di intensità della divisione di Cassini; inoltre le
ombre gettate dall'anello sul disco e, sulla sinistra, dal disco sull'anello. Rimarchevole anche la NEB sul globo.
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Saturno, ripreso esattamente con la stessa modalità della foto precedente. In questa
immagine è stato esaltato un po' il contrasto per far risaltare la differenza di tonalità tra l'anello
A ed il B sulle anse e la banda NEB che appare sul globo.
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