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Violau '99
Ma con tutto lo spazio che c'è, proprio di là deve passar la Luna? Violau (pronuncia fiolau) è un piccolo paese circa 100 Km a nord ovest di Monaco di Baviera (DE),
in cui si sono - ahiloro! - ritrovati alcuni soci del nostro Gruppo Astrofili William Herschel ed altri astrofili
conoscenti per poter osservare l'eclisse di Sole. Questa casa è sfruttata per diverse occasioni, che vanno dai raduni
di scout ai convegni di astrofisica: notevole, infatti, la specola della casa che ospita, un dobsoniano da 75 cm
e un rifrattore Zeiss da 20 cm ed altri telescopi che non possono definirsi "inferiori". La casa parrocchiale ospitava, in quei giorni, anche alcuni ragazzi in vacanza-studio su argomenti astronomici, oltre che un centinaio di scout svizzeri che avrebbero messo a dura prova la nostra capacità di autocontrollo. Schitarrate serali e fiumi di birra rendevano più gradevole il soggiorno a tema astronomico che ci accingevamo a vivere. Due notti piovose consecutive ci facevano mal sperare per
le condizioni meteo, e regolarmente l'oracolo confermava queste nostre paure: tutto il sud della Germania era sede
di caotici movimenti di nuvole e spazi vuoti e, nel raggio di 400 o 500 km non un posto sarebbe stato sicuro.
Alle 10:00 circa il movimento di astrofili iniziava a farsi frenetico: i treppiedi spuntavano qua e là come funghi, incuranti dei nuvoloni neri e densi di pioggia, i telescopi venivano portati fuori dalle loro sedi e sistemati con cura sulle montature; alcuni si spostavano fuori paese, altri dalle terrazze della casa parrocchiale, altri ancora, nei parcheggi vicini. Il gruppetto dell'autore vantava per lo meno una ventina
di cavalletti tra macchine fotografiche, binocoli e telescopi: la gente "normale" che passava non poteva
fare a meno di guardarci come invasati nell'atto di preparare strani riti.
Non erano neanche 10 minuti di osservazione che uno spruzzo
di pioggia ci costringeva a staccare i telescopi dai cavalletti. Venti minuti di pioggia e di infelici commenti
(e parolacce...), ma per fortuna un altro buco tra le nuvole ci permetteva di gustarci nuovamente una copertura
solare del 35 - 40 % e di effettuare qualche ripresa foto e video. Oramai erano le 12:35 e la delusione si faceva strada tra i soci, gli amici e le persone di passaggio: non era più acquazzone, era un temporale vero e proprio, con tanto di tuoni, lampi e vento. Probabilmente la totalità imminente aveva ulteriormente raffreddato gli strati d'atmosfera e favorito la condensazione e la sublimazione del vapor d'acqua, tanto che qualche chicco di grandine si sentiva, talvolta, rimbalzare sulle carrozzerie delle auto parcheggiate. E ad un certo punto, qualcuno spense l'interruttore della
luce: sembrava di trovarsi in un temporale notturno, l'aria era scossa dai rumori elettrici dei fulmini, la pioggia
cadeva in maniera decisa e la grigia atmosfera metteva la pelle d'oca. Poca voglia di restare a dormire un'altra notte: non c'era nulla da festeggiare. Così dopo aver sperato fino all'ultimo, gli strumenti nelle loro scatole e un pranzo al volo, sigillavano la conclusione dell'avventura di Violau. A 650 km casa ci stava aspettando.
Lo stupidario della spedizione - Ma qui in brughiera non ci sono insetti!! (frase priva
di senso pronunciata dopo 650 km di viaggio in auto da un passeggero stremato, nonché di debole costituzione
mentale...) |
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Lorenzo Trumino - GAWH |
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