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(e qualche consiglio per le uscite)
<< Stelle, pianeti, comete, orbite, forza di gravità, rifrazione, aberrazioni, lunghezza d'onda, fotoni, energia, quasar... >> Ecco alcuni dei termini che chiunque si sia mai avvicinato all'astronomia avrà sicuramente sentito nominare o letto da qualche parte. Sostantivi piuttosto poco comuni, di difficile interpretazione, che diventano via via più complicati e spaventano chi si pone la domanda "cosa sono quei puntini luminosi lassù?". E' vero, l'astronomia è una scienza, e come tale richiede una serie di regole e formalismi che la rendano universale, dimostrabile e descrivibile. Innegabile il fascino di certi concetti come il Big Bang, le distorsioni spazio-temporali e i quasar, ammaliante lo studio delle complicate jeatstream gioviane, delle tempeste di polveri marziane o dell'evoluzione delle chiome delle comete... c'è da domandarsi se non sia un privilegio di pochi poter fare dell'astronomia un hobby. Ma ogni cosa viene conquistata un po' alla volta, e non bisogna avere fretta di arrivare subito all'obiettivo finale. Il bello di essere astrofili è proprio questo: arrivare a comprendere cosa sono le galassie tra una battuta e l'altra scambiata con i soci (che molto spesso diventano amici) del Gruppo, imparare l'arte dell'astrofotografia scherzosamente tra i telescopi in una buia notte in montagna, discutere dell'anomalia di fase venusiana tra un piatto di tagliolini al cinghiale e l'altro in un rifugio alpino. L'uscita del 23/24 febbraio 2001 ne è una dimostrazione. Seppur preparata senza un preciso ordine logico, venuta fuori un po' volutamente e un po' casualmente, è stata un brillante esempio di come sotto le stelle ci si possa divertire tutti quanti, da chi dispone di anni di esperienza a coloro che stanno provando a fare le prime fotografie con una normalissima macchina fotografica: in altre parole una bella dimostrazione di affiatamento anche tra persone molto diverse.
Diciamola pure tutta: la serata, dal punto di vista astronomico, è stata tutt'altro che bella. Vento e turbolenze hanno ridotto il seeing a valori molto bassi, tali da rendere impossibile l'utilizzo di alti ingrandimenti per separare le stelle doppie, o anche solo per guardare Giove e Saturno. Il fondo cielo, da parte sua, era piuttosto poco scuro e poco contrastato, ed alcuni cirri striavano qua e là il cielo con lattiginose chiazze chiare: anche le osservazioni deep-sky non hanno giovato delle migliori condizioni d'osservabilità. Il comfort della notte Ed ora qualche consiglio rivolto a coloro i quali vorranno provare per la prima volta l'emozione di un uscita astronomica!
La prima cosa da portare è sicuramente una sedia, o in ogni caso un qualunque tipo di supporto sul quale giacere in posizione assisa, per non dover cercare un masso o una pietra (freddi!) su cui sedersi, o - peggio ancora! - doversi appollaiare per terra! A seconda di quanto spazio vi avanza in macchina, potrete scegliere una dondolo da giardino con finte palme incorporate, una normalissima sdraio prendi-sole (poco utile da questo ultimo punto di vista...), una semplice sedia pieghevole o un banale sgabello di legno: a vostro gusto. Altro accessorio molto utile è un tavolino da campeggio, in semplice plastica, leggero e trasportabile. Anzichè appoggiare l'attrezzatura a terra, per quanto poca ne abbiate, è sempre auspicabile non rischiare di calpestarla... se siete in tanti, potete portarne uno ogni due-tre persone. Segnaliamo un fenomeno molto curioso. Verso le quattro di notte, a seconda della vostra età, del vostro metabolismo, e della vostra psiche, potreste essere assaliti da un'irrefrenabile fame: portatevi della cioccolata, o un panino o anche solo un thermos di té caldo (sconsigliati alcolici per evitare di sdoppiare qualunque stella si inquadri), per non essere costretti a replicare ciò che accadde nel famoso e discusso film "Alive" (anche tenedo conto che le vittime potrebbero essere ancora vive)... Infine una sola considerazione sul tempo durante il quale si osserva: di solito è notte. Portate delle torcie elettriche e delle batterie di ricambio... Il Freddo In montagna, si sa, fa sempre più fresco, poichè è
maggiore la distanza dalle pianure che di giorno assorbono calore e di notte lo rilasciano: infatti è proprio
di notte che questo è più vero che mai.
A ciò bisogna aggiungere alcuni accessori.
Ovviamente, gli strati possono essere ridotti o aumentati a piacimento conformemente alla temperatura ambientale ed alla propria sensibilità al freddo; ad esempio in inverno dovranno probabilmente essere vestiti tutti e 6, mentre in estate il quarto strato può essere sicuramente saltato. La foto di Marco, il freddoloso esecutore della maggior parte delle fotografie delle uscite, ben riassume quanto appena esposto... |
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Lorenzo Trumino - GAWH |
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