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Il primo telescopio

Indice rapido
La scelta di un telescopio è molto simile alla scelta di un automobile.
Non ci piacerebbe infatti una grande macchina comoda, con gli interni ben rifiniti, un motore potente, l'aria condizionata,
tutti gli optional relativi alla sicurezza della guida, una linea filante e una carrozzeria sinuosa?
Bene, provate a girare per il centro di una città con una berlina
di grandi dimensioni, e rimpiangerete di non avere una 500, oppure passate per una sassosa stradina di montagna
con una macchina sportiva dalla scocca bassa, e vi accorgerete di aver lasciato la marmitta per strada!
Un discorso analogo vale sicuramente per gli strumenti con i quali si
desidera indagare i segreti del firmamento, giacchè il cielo si offre ai nostri occhi in diverse forme e
multiformi aspetti. Oltre alla varietà di oggetti da osservare bisogna anche considerare la questione di
come
osservarli! E' infatti possibile farlo visualmente, in fotografia o con un CCD.
Dopo aver conosciuto l'astronomia teorica, è naturale il desiderio
di possedere un telescopio. Purtroppo però solo chi ha passato molto tempo con diversi telescopi è
in grado di capire quale strumento faccia al caso suo, di coglierne le potenzialità e i pregi, e - dulcis
in fundo - di conoscerne i difetti!
Essendo l'astronomia un hobby tuttosommato abbastanza diffuso, infatti,
vengono fabbricati telescopi per acquirenti diversi: i neofiti, gli astrofili "navigati" e i semi-professionisti.
Naturalmente i telescopi di classe superiore possiedono certe caratteristiche che li pongono in condizioni ben
diverse dai semplici telescopi da supermercato; purtroppo, però, anche il prezzo è ben diverso! Una
cosa interessante da notare è che non sempre il telescopio più costoso è quello che meglio
si adatta alle nostre esigente, per cui la scelta basata sul "fattore prezzo" non è sempre azzeccata.
A proposito di spese: ricordate che l'acquisto del telescopio è molto spesso seguito da quello dei cosiddetti
"accessori" in realtà essenziali (oculari, motorizzazioni, eccetera), il cui prezzo non è
certo da sottovalutare!
Come fare a questo punto? Il consiglio ideale, quello che sicuramente
è valido in tutti i campi - e non solo nell'astronomia - è quello di provare! Provate diversi telescopi
e scegliete quello che fa al caso vostro! Ecco a cosa servono i gruppi-astrofili! Non solo a dare consigli teorici,
ma a provare con mano quello che si intende fare!
Ciò detto, comunque, è possibile generalizzare delle condizioni
tipiche di acquisto!
Com'è fatto un telescopio
Senza voler entrare nei dettagli tecnici, possiamo dire che un telescopio
è composto da due parti importantissime: il tubo ottico e la montatura su cui esso è appoggiato.
Per tubo
ottico si intende quel complesso di lenti e/o di specchi
che raccolgono la luce e la focalizzano in un punto (il fuoco); in quello stesso punto andrà applicata un
ulteriore lente - l'oculare - che determinerà l'ingrandimento con cui stiamo osservando.
Un telescopio può avere un obiettivo a lenti (rifrattore), oppure
a specchio (riflettore) o essere misto (catadiottrico). Ognuno di questi schemi offre vantaggi e svantaggi che
dopo elencheremo in un'arida tabella, la cui sola pretesa è quella di offrire un'indicazione di massima.
Possiamo però premettere quanto segue:
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i rifrattori - proprio per il fatto di basarsi sul principio
della rifrazione - soffrono dell'incurabile male detto "aberrazione cromatica", ovvero tendono a scomporre
la luce in un arcobaleno colorato. Naturalmente questo inconveniente può essere ridotto ai minimi termini
e diventare trascurabile, ma solo a patto di usare tante lenti di materiale speciale. Un rifrattore con obiettivo
a due lenti "normali" è detto acromatico; un rifrattore con più di due lenti, oppure con lenti in vetro speciale,
è detto apocromatico.
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i riflettori non soffrono di aberrazione cromatica, ma in compenso debbono
essere "ostruiti". Infatti uno specchio rimanda la luce all'indietro, e per poterla intercettare è
necessario inserire un secondo specchietto per fare uscire la luce a fianco del tubo (configurazione di Newton) oppure attraverso
un buco nello specchio primario (configurazione di Casségrain), come mostrato nella figura a fianco. Purtroppo quando l'ostruzione è
molto grossa, si può avere una resa inferiore a quella teorica; inoltre specchi male lavorati possono soffrire
di altre aberrazioni.
Una volta che l'obiettivo ha focalizzato la luce in un
sol punto, è compito dell'oculare quello di determinare l'ingrandimento con cui si osserva. L'ingrandimento
che un telescopio può raggiungere dipende da due fattori importantissimi: la grandezza dell'obiettivo (cioè
delle lenti o dello specchio primario) e la qualità
di lavorazione. Ingrandire un particolare al telescopio,
significa infatti diminuire la luminosità dell'immagine formata dall'obiettivo, inquadrandone solo una piccola
parte: se l'obiettivo è troppo piccolo, un ingrandimento eccessivo degenera in un'immagine assolutemente
infida ed inguardabile. Inoltre, a parità di grandezza, un obiettivo meglio lavorato offre una resa superiore
di uno mediocre.
La montatura, infine rappresenta il supporto che deve reggere il telescopio durante il lavoro.
Bisogna premettere - e ciò non è banale come sembra! -
che la Terra ruota su se stessa; per effetto di questa rotazione, le stelle sembrano spostarsi nel corso di una
notte, lungo traiettorie circolari, dall'orizzonte est verso quello ovest. Il fulcro di questo movimento è
il polo nord celeste, ben rappresentato dalla Stella Polare. Per poter seguire efficacemente gli astri nel loro
moto è necessario che un asse della montatura sia puntato
sul polo nord celeste: un siffatto tipo di montatura prende il
nome di equatoriale.
Per una spiegazione più approfondita di questo fenomeno, ci ripromettiamo di dedicare uno specifico articolo.
La robustezza della montatura è essenziale: agli alti ingrandimenti a cui opera anche
un mediocre telescopio, la minima vibrazione induce delle oscillazioni molto, ma molto amplificate! Dunque non
è la grandezza quella che dobbiamo guardare, ma piuttosto la precisione costruttiva, la fluidità
dei movimenti e, dando una bella sculacciata al telescopio, il tempo impiegato dall'insieme tubo-montatura a smettere
di vibrare. Purtroppo le buone montature richiedono lavorazioni di precisione e diventano molto costose, ma non
è obbligatorio possedere un pezzo di meccanica di prim'ordine se si intende semplicemente guardare. Le montature di classe
superiore, infatti, servono per fare fotografie o riprese con il CCD.
Su che basi scegliere il telescopio
Il telescopio che compremo dovrà rispondere a certi requisiti:
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cosa vogliamo osservare?
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desideriamo anche fotografare?
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dobbiamo portarlo in giro o abbiamo un posto fisso?
-
...quanto possiamo spendere?
1) Cosa vogliamo osservare.
In questo caso bisogna sapere che esistono due tipologie di oggetti celesti:
oggetti poco luminosi e diffusi (nebulose, galassie...) e oggetti brillanti e piccoli (pianeti, craterini lunari,
stelle doppie...). Nel primo caso il parametro fondamentale è la grandezza dell'obiettivo, affinchè
esso possa raccogliere quanta più luce possibile. Nel secondo caso, invece, daremo la precedenza alla qualità
di lavorazione dello stesso: in pratica, tra due obiettivi diversi, è meglio prendere quello più
piccolo se risulta più ben lavorato.
2) Desideriamo fare fotografie.
Per effettuare fotografie bisogna possedere un telescopio stabile, con una
montatura precisa equipaggiata con un motorino che controbilanci la rotazione terrestre: in questo caso il prezzo
è destinato a salire!
3) Dobbiamo portarlo in giro.
Un ulteriore parametro da valutare è la compattezza e il peso dell'insieme,
quando bisogni trasportalo. Un tubo lungo due metri difficilmente arriverà integro a destinazione; d'altronde,
però, se la nostra base d'osservazione è un balcone o un giardino in un paese, difficilmente l'inquinamento
luminoso ci permetterebbe di sfruttare grandi telescopi. Dunque nel primo caso serve un compromesso tra grandezza
e trasportabilità, mentre nel secondo conviene orientarsi su un telescopio più piccolo ma di qualità.
4)Quanto possiamo spendere.
A titolo informativo, è necessario preventivare una spesa di almeno
un milione (cento mila più, cento mila meno) per comprare un piccolo telescopio. Questa cifra diventa circa
4 o 5 volte superiore per un modello medio, che però darà molte più soddisfazioni e potrà
durare molti più anni prima di stufarci.
Ma, ancora una volta, prima di spendere cifre enormi è sempre preferibile
chiedere a gente che ha un po' di esperienza!
La seguente tabella illustra in maniera molto grossolana i pregi e i
difetti delle varie configurazioni ottiche (attenzione, non delle marche di telescopi!). con la solita clausola
che esemplari male lavorati possono rendere molto meno, mentre buone lavorazioni ottiche possono rendere molto
di più!
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Configurazione
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Pregi
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Difetti
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Note
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| Rifrattore acromatico |
Immagini molto incise e nette per oggetti piccoli e brillanti. Il tubo chiuso
dalle lenti evita la formazione di correnti di aria turbolenta che disturberebbero l'osservazione
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La focale di un rifrattore è da 9 a 15 volte il diametro della sua
lente: dunque può risultare molto ingombrante quando l'obiettivo sia maggiore di 10 - 12
cm (*).
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Ogni lente deve essere lavorata su due facce, e il vetro deve essere di
buona qualità: il costo dunque è di solito abbastanza alto.
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| Rifrattore apocromatico |
L'impiego di vetri speciali permette di aumentare le prestazioni rispetto
ad un rifrattore acromatico, e di diminuirne l'ingombro.
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L'unico difetto di questi strumenti è il prezzo estremamente alto!
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I modelli con focali più corte sono studiati per le fotografie a
grande campo e basso ingrandimento
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| Riflettore newtoniano |
La necessità di lavorare solo una faccia dello specchio riduce i
costi al minimo. Esemplari ben fatti costituiscono degli ottimi strumenti per tutti i campi
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Il tubo aperto lo rende più sensibile alle turbolenze d'aria; quando
lo specchio secondario è troppo grosso, l'immagine perde un po' di contrasto.
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"il telescopio più amato dagli astrofili", molto spesso
viene costruito in casa!
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| Riflettore di Casségrain |
Permette di accorciare il tubo e renderlo estremamente compatto.
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Inconveniente del tubo aperto, come il newtoniano; inoltre la lavorazione
è più complicata e pertanto risulta più costoso.
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Poco noto come riflettore, è più comune nella sua variante
catadiottrica, ovvero come "Schmidt-Casségrain".
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| Catadiottrico Schmidt-Casségrain |
Tubo corto come il Casségrain, con in più una lastra frontale
che chiude il tubo. La qualità delle immagini è di solito buona.
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Pochi difetti, se non altro legati al fatto che viene costruito su larga
scala e quindi con certe tolleranze.
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E' un telescopio molto comune, che ha molto mercato anche come usato: è
inoltre un telescopio "tuttofare", cioè non ha campi di lavoro specifici.
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| Catadiottrico Maksutov-Casségrain |
E' simile ad uno Schmidt-Cassègrain, ma ha una resa molto superiore.
Purtroppo la lastra frontale è molto spessa ed è difficile da lavorare quando diventa molto grossa.
Gli strumenti medio-piccoli, comunque, sono ottimi
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E' un telescopio molto specifico, che mal si adatta alla fotografia degli
oggetti deboli e diffusi, a meno di non utilizzare lenti aggiuntive.
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Sono ancora poco comuni in Italia, ma stanno ritornando alla grande!
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I parametri ottici del telescopio
 Perchè
l'immagine di un telescopio sia buona, è dunque obbligatorio che l'obiettivo sia di dimensioni adeguate
e che sia ben lavorato. In linea di massima possiamo considerare come dimensioni minime uno'obiettivo a lenti da
60 mm di diametro, oppure uno a specchio da 100 mm di diametro. E questo, sempre in teoria: infatti i telescopi
più piccoli vengono costruiti pensando ad un pubblico di acquirenti giovani, o di poca dimestichezza...
e perciò con un'accuratezza ottico-meccanica non sempre elevata. In conclusione, se volgiamo uno strumento
buono, dobbiamo pensare a diametri di 80 mm se a lenti, o da 120 - 150 mm se a specchio e se speriamo in prezzi
dell'ordine di grandezza dei 2 - 3 milioni. Esistono anche dei modelli a prezzi inferiori: spesso questo è
dovuto a montature e supporti non sempre felici, anche quando le ottiche sarebbero buone. Infine, si sappia che
un telescopio "si chiama con il suo diametro": un telescopio rifrattore con l'obiettivo da 10 cm è
spesso chiamato "un rifrattore da 10 cm".
Ma quanto può ingrandire, infine, un telescopio? In linea generale
e teorica, un obiettivo medio può offrire un numero di ingrandimenti pari al doppio del suo diametro in
millimetri. Dunque un obiettivo da 10 centimetri può fornire - in teoria - 200 ingrandimenti. E' a questo
punto che intervengono due fattori: il tipo di oggetto che si sta osservando e la bontà di lavorazione.
Gli oggetti deboli, infatti, non necessitano per loro natura alti ingrandimenti:
di solito si rimane entro il 50% - 80% del diametro (in millimetri). Così per guardare nebulose e galassie,
il nostro telescopio da 10 centimetri lavora bene a 50 o 80 ingrandimenti.
Inquadrando un pianeta, invece, noteremo come esso sia piccolo e pallido
a bassi ingrandimenti: è proprio necessario aumentarli. Al 200% del diametro di un ottimo 10 cm, (turbolenza
dell'aria permettendo!) si ottiene praticamente il massimo: se volessimo ingrandire di più, otteremo un'immagine
confusa e scura.
Un ulteriore parametro che caratterizza il telescopio è il cosiddetto
rapporto focale:
si tratta del rapporto tra lunghezza focale e diametro del telescopio.
Ad esempio un rifrattore da 100 mm di diametro e 1200 mm di lunghezza focale,
avrà un rapporto focale di 1200 : 100 = 12, indicato spesso con la dicitura f/12. Il rapporto focale da un idea della concavità degli specchi (o convessità
delle lenti): dalle figure è infatti naturale capire che per ottenere lunghe focali basta "scavare"
poco uno specchio, mentre per ottenere una focale inferiore bisogna avere una maggiore profondità. Ma scavare
uno specchio, o curvare una lente in valori elevati diventa sempre più difficile e costoso: la lavorazione
di un telescopio f/4 è più complessa di un telescopio f/10.
Perchè allora esistono differenti rapporti focali? Semplicemente
perchè l'effetto di un rapporto focale minore diventa quello di concentrare più luce in un punto:
i telescopi a basso rapporto focale, come f/4 o f/6 sono più
luminosi dei loro corrispettivi f/10 o f/12, e permettono, ad
esempio, di eseguire fotografie con tempi di posa più brevi.
Adesso che i tre parametri ottici fondamentali di un telescopio sono
stati mostrati, possiamo riassumere in un'altra tabella i "tipici campi d'applicazione" dei vari schemi
ottici alle varie focali:
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Schema
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Da f/4 a f/6
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Da f/6 a f/9
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Oltre f/10
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Rifrattore acromatico
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osservazioni
a basso ingrandimento di oggetti deboli ed estesi |
telescopi "di guida", portatili e compatti
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pianeti, sole, luna, stelle doppie
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Rifrattore apocromatico
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foto a grande campo e basso ingrandimento
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tutti gli oggetti celesti
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non vengono costruiti
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Newtoniano
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foto a grande campo e basso ingrandimento, ma purtroppo possono essere affetti
da "coma" (una distorsione delle immagini)
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tutti gli oggetti celesti, specialmente foto e osservazioni di oggetti deboli
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pianeti, sole, luna, stelle doppie
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Casségrain
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non vengono costruiti
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non vengono costruiti
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pianeti, sole, luna, stelle doppie
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Schmidt-Casségrain
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non vengono costruiti
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Tipica la focale f/6,3: foto e osservazioni di oggeti deboli
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pianeti, sole, luna, stelle doppie
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Maksutov-Caasségrain
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non vengono costruiti
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non vengono costruiti
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pianeti, sole, luna, stelle doppie
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L'alternativa dell'autocostruzione
Molte persone decidono che il telescopio, invece di comprarlo, se lo
vogliono costruire. In effetti l'autocostruzione offre belle soddisfazioni, e in linea teorica, costruire un telescopio
newtoniano è alla portata di chiunque sappia maneggiare degli attrezzi da bricolage. Attenzione, però:
autocostruendo un telescopio "in casa" (e quindi senza l'ausilio di macchine da officina), limiteremo
di molto le sue possibilità. Vediamo comunque quali gradi di precisione è possibile ottenere.
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E' possibile molare in casa, da soli, lo specchio. A tal scopo servono
due dischi di vetro, degli abrasivi da diluire in acqua e un buon manuale (ce ne sono tanti in libreria) che spieghi
come procedere. In linea teorica non vi è nulla di impossibile... ma obiettivamente che grado di precisione
possiamo attenderci dalle nostre sole mani? Molti autocostruttori partono con uno specchio primario comprato già
finito!
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La montatura: è impensabile ottenere, sempre in casa, una montatura
equatoriale di precisione. Tutt'al più potremmo ottenere una montatura approssimativamente inclinata sul
polo nord celeste, oppure realizzare direttamente una montatura altazimutale (assi alto-basso e destra-sinistra).
In questo ultimo caso, il telescopio newtoniano altazimutale si definisce dobsoniano.
Approfondire il discorso sarebbe lungo ed inutile, dato che esistono
testi specialistici che potrete trovare nella nostra bilbiografia per chi inizia. Inoltre vi consigliamo di dare
un'occhiata al sito
di Mel Bartels, un autocostruttore americano che ha realizzato
progetti davvero interessanti!
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