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La luna crescente per cominciare

Programma Osservativo
Il programma è costituito da una selezione di particolari della
superficie lunare osservabili in ottimali condizioni nei giorni di lunazione indicati. È comunque interessante
seguirne l’evoluzione anche nei giorni successivi (se in fase crescente) o precedenti (se in fase calante). Si
inizia dal terzo giorno di lunazione poiché da tale epoca il cielo è abbastanza scuro da permettere
una agevole osservazione e soprattutto la Luna è sufficientemente alta sull’orizzonte.
Le osservazioni possono essere di qualunque tipo, visuali o fotografiche
e CCD.
Nel caso di quelle visuali è necessario un disegno il più
possibile dettagliato (se è anche bello tanto meglio…). In questo caso è bene evitare di rilevare
i contorni dei crateri da immagini reperibili su libri, riviste o atlanti: dal momento che la forma geometrica
dei particolari lunari è funzione della prospettiva sotto cui li vediamo e poiché la librazione muta
tale prospettiva, anche la forma dei crateri varia (in realtà il sistema è utilizzabile a patto di
correggere in sede di osservazione la forma del cratere o particolare lunare, ma occorre una certa esperienza).
Nota bene:
per quanto riguarda la orientazione dei particolari descritti viene utilizzata la notazione internazionale che
prevede l’est lunare a destra (es. Mare delle Crisi) e l’ovest a sinistra (es. Oceano delle Tempeste).
Al fianco di ogni descrizione è presente un'immagine che indica
la zona d'interesse; cliccandovi sopra, otterrete
la cartina dettagliata.
Le
cartine lunari riportate nel presente lavoro sono tratte da “Atlas
of the Moon” di Antonin Rukl.
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Zona di riferimento
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Descrizione
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TERZO GIORNO
Cratere Petavio: è un grande cratere con un diametro di 117 km posto
sul bordo orientale del Mare della Fecondità. Si presenta fortemente ellittico a causa della prossimità
al bordo lunare. Ha pareti terrazzate, un complesso picco centrale e una rima (= fenditura) lunga decine di km
che decorre dal picco sino al bordo interno occidentale. Proprio questa è la caratteristica della quale
si richiede una particolare osservazione.
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QUARTO GIORNO
Crateri Messier A e B (questi anche Pickering): due crateri di diametro
attorno ai 10 km localizzati nella parte ovest del Mare della Fecondità. Sono particolarmente interessanti
per la loro forma ellittica e l’interno complesso. Due raggiere partono da Messier A e si dirigono verso ovest
per un centinaio di km. La causa di ciò e della ellitticità dei crateri può essere imputabile
ad un impatto obliquo da parte di un piccolo asteroide doppio o un nucleo cometario. Da seguire durante l’intera
lunazione, specialmente per determinare la visibilità delle raggiere con il Sole a differenti altezze.
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QUINTO GIORNO
Mare del Nettare: a sud del mare della Tranquillità. E’ un bacino
del diametro di circa 350 km, piuttosto liscio. E’ costellato di piccoli crateri che sono un interessante test
di risoluzione per i nostri telescopi. Rilevatene quanti più possibile (vietato inventarseli!!!). Osservate
anche il fondo del cratere Fracastoro (124 km), a sud del mare ed a questo collegato.
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SESTO GIORNO
Dorsale Smirnov: il Mare della Serenità è percorso da diverse
dorsali formate da lave solidificate; questa è la più estesa, 130 km, e ben visibile in questa fase.
E’ interessante tracciarne lo sviluppo sulla superficie del Mare.
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SETTIMO GIORNO
Rima Hyginus: una delle più belle e facili rime lunari, situata quasi
al centro del disco del nostro satellite tra il Sinus Medi ed il Mare della Tranquillità. E’ lunga circa
220 km e prende nome dal cratere posto più o meno a metà del tracciato. E’ di facile osservazione
e occorre prestare particolare attenzione alla forma che possiede, poiché in alcuni punti i bordi sono costituiti
da pareti diritte ed in altri da craterini, si presume dovuti al collasso del tubo lavico responsabile della esistenza
della rima.
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OTTAVO GIORNO – PRIMO QUARTO
Muro Diritto: faglia della superficie lunare posta nella parte orientale
del Mare delle Nubi. E’ lunga 220 km ed alta tra i 200 e i 300 metri. In fase crescente getta ombra sul Mare mentre
in Luna calante è una linea brillante, investita dalla luce solare. E’ interessante tracciarne l’andamento
che è solo in apparenza rettilineo. Inoltre a ovest, oltre il cratere Birt, è presente la rima Birt,
normalmente visibile con una certa difficoltà.
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NONO GIORNO
Cratere Clavio: posto verso il polo sud è uno dei più grandi
della Luna, 225 km. Altamente spettacolare presenta al suo interno un grande numero di crateri di ogni dimensione,
da rilevare per quanto è possibile. Con il Sole basso è facile notare che il fondo di Clavio segue
la curvatura della superficie lunare,
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DECIMO GIORNO
Cratere Bullialdus: nel Mare delle Nubi. Bel cratere di 61 km di diametro
con esteso sistema di ejecta, indice di “giovane” età. A sud altra interessante formazione, il cratere fantasma
Kies, 44 km, quasi completamente sepolto dalla lava.
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UNDICESIMO GIORNO
Cratere Gassendi: a nord-ovest del Mare degli Umori, diametro 110 km. Uno
dei più interessanti della Luna per il suo fondo percorso da un intricato intreccio di rime di varie estensioni
e larghezze. Estremamente interessante rilevarne il maggior numero possibile.
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DODICESIMO GIORNO
Cratere Aristarco: il particolare più brillante della superficie
lunare visibile, localizzato nel settore nord-occidentale dell’Oceano delle Tempeste, con diametro di 40 km. E’
un sito ove si sono osservati TLP (fenomeni lunari transienti): la osservazione “certa” di uno di questi costituirebbe
un evento eccezionale. E’ particolarmente interessante la Valle di Schroeter, probabile canale lavico lungo 120
km che inizia a nord-ovest di Aristarco, a metà strada dal vicino cratere Erodoto. Numerose rime nei dintorni.
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TREDICESIMO GIORNO
Cratere Wargentin: è posto in prossimità del bordo sud-ovest
del disco lunare. Ha un diametro di 84 km e presenta la particolarità unica di essere sopraelevato sulla
superficie lunare anziché scavato in questa: infatti è stato presumibilmente riempito sino all’orlo
da effusioni laviche che lo hanno trasformato in un altopiano. Osservazione suggestiva.
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QUATTRODICESIMO GIORNO
Cratere Grimaldi: 222 km di diametro, a ovest dell’Oceano delle Tempeste.
Uno dei particolari più scuri della superficie selenica. Pare che la luminosità del fondo vari con
la diversa altezza del Sole. Da osservarsi anche in Luna Piena. A sud-est la rima Grimaldi, lunga 230 km.
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QUINDICESIMO GIORNO
Bordo lunare ovest: nonostante la fase di Luna piena è possibile
fare una interessante osservazione del bordo lunare nel quadrante sud-ovest. Sono visibili, in particolare sotto
librazione favorevole, i Monti Rook e i Monti Cordigliera che altro non sono se non i bastioni che cingono il Mare
Orientale, bacino del diametro di 900 km che si sviluppa sul lato nascosto. È da notare che l’esistenza
del Mare fu predetta dal notissimo astrofilo inglese Patrick Moore e altri proprio grazie alle loro osservazioni
amatoriali delle catene montuose in argomento.
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Note bibliografiche
In italiano l’unico libro recente interamente dedicato al nostro satellite
naturale è “La Luna” di Piero Bianucci. Essendo dedicato ad un vasto pubblico è giocoforza relativamente
dettagliato, tuttavia utile per l’astrofilo osservatore.
In lingua inglese vi è l’ottimo “The Moon observer’s handbook” di
Fred W. Price, ove tra l’altro e soprattutto viene presa in esame la Luna per ogni giorno di lunazione con tutti
i particolari interessanti visibili. È un libro prezioso per l’osservatore attivo.
Per quanto riguarda le mappe lunari, a parte la bella ma poco dettagliata
mappa della Hallwag che vedo da decenni nelle librerie (del resto la Luna sempre quella è…) in italiano
non c’è assolutamente nulla di utilizzabile. La casa editrice di Nuovo Orione propone un atlante fotografico
che è basato su immagini riprese negli anni quaranta, molto granulose e ben difficilmente utilizzabili per
osservazioni dettagliate.
Di nuovo occorre rivolgersi al mercato di lingua inglese con l’ “Atlas of
the Moon” di Antonin Rukl (costo USD 34.95), direttore del bel planetario di Praga. Il libro è costituito
da una serie di 76 dettagliate mappe, più che adeguate alle esigenze dell’astrofilo dotato di strumenti
piccolo- medi.
Sul mercato estero è reperibile anche il ben più costoso “Atlas-guide
photographique de la Lune” del Viscardy, un poderoso atlante fotografico realizzato dal noto astrofilo francese
con strumenti da 300 e 500 mm (costo oltre le 300.000 lire).
Quale atlante fotografico è da segnalare la riedizione di un’opera
dell’astrofilo inglese Henry Hatfield (costo USD 44.95) che negli anni ’60 riprodusse il nostro satellite con un
25 cm. Pur non essendo un’opera ad alta risoluzione è valida per l’osservatore occasionale.
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