Messa a fuoco di precisione

Dovendo utilizzare il mio newton per riprese CCD ho riscontrato alcuni problemi.

L’uso del flip mirror e’ decisamente utile, ma nel mio caso allontanava il CCD dal piano focale del telescopio di parecchi centimetri anche con la messa a fuoco a fine corsa. Dovo aver stimato con una certa accuratezza (piu’ o meno qualche millimetro) quanto avrei dovuto recuperare per portare a fuoco il CCD, ho proceduto come segue:

Ho costruito una flangia portaoculari alta solo 5 mm con 3 viti M3 a 120° che viene avvitata al posto di quella standard alta piu’ di 20 mm; non essendo ancora sufficiente (mancavano circa 14 mm al “traguardo”) ho deciso di spessorare lo specchio principale alzandolo di 20 mm, mediante particolari torniti e fresati che riproducessero la sagoma di appoggio dello specchio sulla cella, e siliconati sulla cella stessa con una certa accuratezza.
E’ stato necessario inoltre mettere dei distanziali sui blocchetti che bloccano lo specchio e sostituire le viti (per fortuna di misura metrica) con altre piu’ lunghe sempre di 20 mm. Lo spostamento dello specchio in avanti non ha portato ad un aumento significativo della vignettatura nella fotografia tradizionale e nessun effetto negativo nelle riprese CCD.

Occorreva infine mettere a punto un sistema affidabile di fuocheggiatura.

Ho usato il classico sistema del tappo con due fori posto davanti all’apertura del telescopio ma questo non mi consentiva di conoscere la posizione esatta della slitta di messa a fuoco per poter fare delle prove di ripresa che analizzate successivamente mi avrebbero consentito di stabilire quale fosse la posizione di fuoco migliore. Ho utilizzato a questo punto un comparatore lineare che, applicato sugli anelli di sostegno del tubo e facendo riferimento ad una staffa avvitata sulla slitta di messa a fuoco, mi consente di rilevare la posizione del fuoco con tolleranza di qualche centesimo di millimetro. Questo sistema mi ha anche permesso di notare che il solo fatto di stringere la vite di bloccaggio della slitta portava ad uno spostamento del fuoco di 0.2÷0.3 mm, cosa non tollerabile in una ripresa CCD. A questo punto ho fatto una serie di riprese con una differenza sul fuoco di 0.05 mm. una dall’altra e ho cosi’ ricavato la posizione di fuoco ottimale.

 

 

Aldo Proietti (proietti@misper.it) - GAWH

 

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