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Qualcosa di "quasi" definitivo
Dopo l'esperienza fatta con la precedente strumentazione ho deciso
di rinnovarla completamente in modo di disporre di qualcosa di quasi "definitivo".
Dopo varie indagini la scelta e' caduta su questi strumenti che rappresentano un ottimo compromesso tra prestazioni
elevate e costo non proibitivo. Inizialmente non ero convinto che questo strumento fornisse prestazioni
molto superiori al precedente C8 ma i le prove fatte mi hanno smentito.
In effetti nonostante abbia un'apertura di soli 35 mm. in piu' fornisce prestazioni decisamente superiori, sia
per il primario aperto a f 2,5 (anziche' f 1.95) sia forse per la lavorazione piu' accurata dell'insieme; inoltre
come ingombro e aspetto somiglia molto al suo fratello maggiore C11 pur pesando meno e, cosa da non tralasciare,
costando come usato quasi la meta'. La scelta della montatura e' stata sicuramente la piu' tormentata.
Il problema principale e' stato quello di trovarne una che consentisse prestazioni elevate e possibilita' di utilizzo
con autoguida ccd.
Sicuramente alla tedesca visto le ottime prestazioni che fornisce e la possibilita' di montare ottiche diverse
se si rendesse necessario.
Inoltre doveva essere sovradimensionata per consentirmi eventualmente un futuro passaggio a ottiche piu' grandi
o il montaggio del C9.25" e del mio "vecchio" Newton 150 F5 in parallelo. Fra l'altro vorrei qui evidenziare il problema dell'autoguida ccd: inizialmente viene fatta una calibrazione della guida da parte del software della camera in cui il telescopio viene fatto muovere per un certo tempo in ognuna delle quattro direzioni in modo da quantificare gli spostamenti in funzione della durata degli impulsi di correzione. Questo significa che durante la ripresa di un'immagine se il sistema di guida rileva un errore nell'inseguimento mandera' un impulso ai motori di durata proporzionale all'errore rilevato e a quanto appreso durante la calibrazione. Ora il sistema di guida si aspetta che la montatura si muova, quando vengono fatte delle correzioni, sempre allo stesso modo; questo non e' sempre vero in quanto il ritardo di risposta dei motori non e' una costante precisa anche perche' ci sono variazioni di masse ed equilibri mentre il telescopio si sposta per inseguire per tempi di 30 - 60 minuti.
L'autoguida e' in grado di compensare derive lente e piccoli errori nel moto orario che deve quindi essere molto
preciso di per se'. Per la scelta di quest'ultimo componente sono partito da queste considerazioni: Con questa strumentazione, lavorando a f 5.5 (ovvero con il riduttore
f 6.3 con in mezzo la lunghezza del flip mirror) si supera magnitudine 20 con 30 min. di posa singola sotto cieli
mediamente bui.
Le fasi piu' critiche sono la messa a fuoco che eseguo utilizzando il solito tappo
con due fori e la calibrazione della guida che si effettua su una stella vicina all'oggetto da riprendere in modo
che il sofware possa correggere opportunamente gli eventuali errori di inseguimento. La strumentazione cosi' composta e' ancora trasportabile anche se non adatta a della osservazioni "mordi e fuggi" visto il peso non trascurabile: colonna 20 kg , montatura 12 kg , tubo ottico 10 kg, contrappesi 8 kg; piu' ovviamente camera ccd, cavi, raccordi e oculari vari ! I primi risultati ottenuti con questa strumentazione sono disponibili nella Galleria Foto/CCD... |
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Aldo Proietti (proietti@misper.it) - GAWH |
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