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Orione e i dintorni di Alnitak
Orione è sicuramente la costellazione invernale più nota, più osservata e più magnificente. A parte la presenza di due stelle decisamente vistose, Rigel e Betelgeuse, è la quantità e la qualità degli oggetti non-stellari che risalta agli occhi degli astrofili. La grandiosa M42, forse la nebulosa più fotografata, la vicina M43, e l'ammasso aperto immediatamente a nord, NGC 1981; la piccola zona di M78, e la superba zona della Cintura del cacciatore celeste. Proprio questa zona, costituito dalle stelle zeta, epsilon e delta (dal fianco sinistro verso quello destro di Orione) è una vera miniera di oggetti nebulari. Con un grande dobsoniano e un po' di spirito d'investigazione sarebbe possibile occupare un'intera serata! Noi concentreremo la nostra attenzione proprio nei dintorni della prima delle tre stelle della Cintura. Alnitak, riportata nei vari cataloghi come SAO 132444, GSC 4771:1188, HIP 26727, HD 37742 e B-02 1338, nonchè nota a noi astrofili semplicemente come Zeta Orionis (o 50 Orionis), è una giovane stella azzurra di classe spettrale O9.5Ib SB (si avvia verso la Sequenza Principale), di magnitudine (visuale) 1.74 e distante 817 anni luce circa. Le sue coordinate sono A.R. = 05h 40m 48.061s e Dec: -01°56'28.962.
Alnitak è completamente circondata da una stupenda nebulosità, costituita in effetti da due entità distinte: NGC 2024 e IC 434 conosciute rispettivamente come "Flame Nebula" e "Testa di Cavallo". Si tratta di due deboli nebulose ad emissione percorse da bande e ponti di materia fredda oscura, in altre parole da polvere interstellare fredda che impedisce a noi terrestri la visuale di certe zone. Nel caso della Testa di Cavallo, si ha anche un nome per questa formazione, ovvero Barnard 33, dallo scopritore E. Barnard che per primo ne rivelò la natura attraverso le fotografie.
Naturalmente la situazione d'osservazione ideale è rappresentata da grandi telescopi in alta montagna, magari accoppiati a filtri nebulari (a banda larga). Il binocolo si rivela purtroppo molto limitato per questi oggetti; solo
con un 14x100 [o maggiore] potrebbe eseguire qualche osservazione interessante. Ecco due spettacolari riprese CCD del nostro impagabile socio Aldo Proietti (proietti@misper.it), eseguite con una camera S.B.I.G. ST-7E utilizzata in binning 1x1 e raffreddata a -10°, utilizzata al fuoco di un Celestron 9.25 ridotto ad f/5.5.
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Lorenzo Trumino - GAWH |
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